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Ciao......io sono Jaco

 
foto jaco piccola
 

Comunicato Stampa

Al direttore del Quotidiano
Il Corriere
Il Sabato
Il Ponte
 

jaco2 piccGentile direttore, gradiremmo che, una volta per tutte le notizie arrivassero ai lettori in maniera CHIARA, LEALE, ONESTA.
La invitiamo, formalmente, a non usare una terminologia errata, del tipo "Il caso" "la polemica", nell' esporre gli eventi drammatici vissuti dagli animali e Volontari AIPA presenti nella struttura comunale, unici soggetti denigrati, umiliati, usati, offesi ed abbandonati dalle Istituzioni. La nostra lotta per la tutela degli animali è vissuta unilateralmente. Proveniamo da ALTRE scuole di pensiero e di cultura, la nostra formazione ed esternazione di Animalisti non può essere condivisa e supportata da chi esercita, nella vita professionale o politica, una falsa posizione di Protezionista del benessere animale. Sull'intero territorio Nazionale le Associazioni Animaliste come l' A.I.P.A., pongono in atto programmi di rieducazione di animali appartenenti alle Razze Pericolose, le foto che alleghiamo riguardano alcune fasi di questi progetti per cani Pit-Bul e Dogo Argentino direttamente coinvolti. L'eutanasia è l'atto estremo, l'ultima spiaggia per noi Animalisti, in alcuni casi la stessa è stata richiesta dai Volontari AIPA straziati dal dolore fisico di cani malati nel rifugio, ma quando la si richiede per dar sollievo alle sofferenze di tali animali, la dolorosa agonia dovrà attendere la disponibilità umorale del foneus di servizio per spegnersi e lasciare questo mondo.jaco1 picc JACO ha avuto nella vita una corsia preferenziale in tutto. In sei anni non ha mai attaccato l'uomo, Lunedì 5 Aprile, in un'ora e trenta "il tribunale dei diritti degli animali" riunito nello spiazzale, aperto al pubblico, antistante il rifugio ha emesso la sentenza di abbattimento, Detto/Fatto. Su tutto quanto è successo prima, durante e dopo questa dimostrazione di Potenza d'Ufficio non spetta a noi uomini giudicare, noi crediamo in Dio. Morale della favola: il vicino Sig.Tale ha chiesto all'Ufficio di Polizia Municipale ed al Comune di SPOSTARE IL CANE, i due responsabili chiedano l'intervento dell'ASL, che decide "secondo la prassi" di abbattere il cane. Non aggiungeteci altro e lasciate che almeno l'anima di Jaco riposi in pace.
 
 

Avellino: ASL in azione per assassinare un cane!

di Giuseppe Fanelli
 
Chiunque puù condannare a morte un animale ed eseguirne la sentenza impunemente. O quasi! Se però ciò viene fatto dai veterinari di un'ASL, cioè¨ da quelle persone che dovrebbero occuparsi anche di benessere animale, la faccenda è ancora più grave. La triste vicenda è avvenuta alla metà dello scorso aprile ad Atripalda, in provincia di Avellino. Jaco era un incrocio tra cane Corso e forse Pit-bull ed era ospite al canile comunale di Atripalda che è gestito con competenza, amore e difficoltà dai volontari dell'A.I.P.A.. Il cane era tenuto dignitosamente fuori dal canile legato col sistema Trolley ( catena scorrevole lungo un filo di ferro) che gli consentiva ampi movimenti. Questa scelta era dovuta al fatto che Jaco non era troppo compatibile con gli altri cani, ma non aveva mai dato problemi alle persone. L'inizio della fine di Jaco è scattato quando il confinante del canile ha chiesto che il cane venisse allontanato dalla recinzione prossima al suo giardino. In seguito a tale richiesta sono intervenuti I'ASL AV 2 e il Comune che all'inizio hanno fatto credere di valer spostare il cane, ma poi lo hanno assassinato! Caccia alle streghe, psicosi, incompetenza, cattiva volontà e una buona dose di cattiveria. Veniamo ora all'esecuzione. Il giorno dell'uccisione legalizzata sono giunti sul posto i seguenti personaggi: un solerte impiegato comunale, un vigile quasi urbano, il grande veterinario responsabile ASL del settore randagismo ed un suo aiutante tuttofare sempre pronto a tutto, proprio a tutto. Invano il personale del canile ha cercato di bloccarli: il cane era ormai già condannato! II tuttofare del veterinario ha bloccato il povero animale prendendo la catena con la quale era legato ( poco male per un cane pericoloso) ed il veterinario gli ha iniettato una dose letale introcardiaca senza anestesia...La versione ufficiale è stata-che il cane era pericoloso tanto 'che quando i fantastici quattro gli si sono avvicinati ha tentato di aggredirli. Il colpo di scena c'è stato quando il vigile ha dichiarato che sono state fatte due iniezioni di cui una di anestetico, la quale ha fatto barcollare il cane ed è proprio a questo punto che lui si è impressionato ed ha voltato le spalle per non vederlo morire. E se un vigile urbano fa un'affermazione dei genere è Vangelo: una appartenente ad un corpo di Polizia Giudiziaria non può mentire... A Jaco, tuttavia, non è stato somministrato nessun anestetico e questo il personale del canile lo ha visto bene!!! Quando Elisa d'Alessio, la responsabile nazionale, settore randagismo, della LAV ha contattato telefonicamente il buon veterinario dell'ASL AV2, questi è andato in panico, ha risposto in modo insoddisfacente alle sue domande, si è trovato in difficoltà , ma oramai l'esecuzione era già avvenuta. A proposito di questa vicenda, a dir poco vergognosa, si vuole evidenziare che I'A.S.L. AV2 è celere quando si tratta di accalappiare o abbattere cani, mentre è poco sensibile alle problematiche inerenti il fenomeno del randagismo come i! controllo delle colonie feline, le sterilizzazioni, la costituzione dei cani di quartìere e quant'altro andrebbe fatto per la soluzione reale di questi problemi rispettando gli animali. Anche per il soccorso a cani e gatti investiti dobbiamo rivolgerci alle forze dell'ordine per far intervenire i solerti veterinari della suddetta A.S.L. Grande ostruzionismo, da parte loro, lo troviamo anche quando vengono interpellati su questioni per il benessere degli animali, a partire dai cani legati a catena corta fino a casi particolarmente gravi come quando, qualche anno fa, fu sequestrato dai carabinieri e dalla LAV un dogo argentino adoperato per i combattimenti. Ritornando alla storia del povero Jaco adesso cosa succederà? La LAV sporgerà denuncia. Un' associazione di volontariato che tutela gli animali denuncia un ente pubblico? Ad Avellino? II risultato, chi scrive, già lo conosce, ma se le cose dovessero andare per il giusto verso vi informeremo, tra sei o sette anni, quando ci sarà una sentenza, ma ciò è fantascienza...
 
Mercoledì, 12 Maggio 2004
 

 

LETTERA  AL DR. HANS SCHMID

 
Alla C.A. Esimio Presidente
Dr Hans H. Schmid
Zurcher Tierschutz
Geschaftsstella und Tierheim
Zurichbergstrasse 263, Postfach
CH-8044 Zurich
SCHWEIZ

Pro.llo n.18/2004
Atripalda, 06 Aprile 2004
 
Gentile Presidente, nel ringraziarvi per la cortese missiva inviata all'Associazione nell'Ottobre 2003, avente ad oggetto "Animal protection and ethics" vengo oggi a Voi per scusarmi, perchè, presa dai numerosi pro­blemi legati all'attività zoofila espletata quotidianamente sul territorio di residenza, non rimane a noi Volontari, il tempo materiale per tutto il resto. Mi presento, sono la Sig.ra LUONGO Angela, Presidente dell'Associazione a margine indicata,ho 42 anni, Agente di Polizia Municipale, ho una famiglia composta da quattro figli ed un marito con cui condivido un amore profondo ed immenso per tutti gli animali che vivono con me questo percorso esistenziale. Il dolore che oggi provo nel profondo del cuore mi ha spinto a fermarmi questa sera per raccontarvi una storia, forse per molti banale,ma personal­mente ritenuta degna di arrivare oltre frontiera, in un paese in cui esiste il rispetto e la legalità nei confronti degli animali, nei nostri confini la civiltà nei confronti degli animali è un sogno irraggiungibile. Cercherò di essere sintetica nell'esposizione dei fatti anche se, volendo raccontare la nostra quotidianità occorrerebbero chilometri di carta. L'A.I.P.A. gestisce (in maniera obbligata perchè unici garanti e custodi della vita di questi cani) nel Comune di Atripalda un Rifugio di proprietà dell'Ente per cani randagi ivi ricoverati per essere assistiti, l'Azienda Sanitaria Locale poco e nulla fà per questi animali non rispettando la nor­mativa vigente che ben disciplina i doveri delle ASL, queste violazioni sono state più volte denunciate all'Autorità Giudiziaria ma senza mai rag­giungere esiti favorevoli per il benessere animale, complice in questo Sta­to di illegalità l'Amministrazione Comunale che, felice del nostro interes­se nei confronti degli animali abbandonati declina ogni responsabilità eco­nomica e morale verso il problema randagismo elargendo un contributo mensile di tremila euro che ci consente di sfamare ed assistere 150 cani. In Italia le Associazioni protezioniste Nazionali sono ogni giorno più cor­rotte da compromessi politici ed economici che oltre al danno fisico che arrecano agli animali oggetto di ingiustizie e sevizie cruenti, demotivano le persone che, con profonda e nobile sensibilità lottano ogni giorno nella giungla dell'indifferenza dell'Opini­one Pubblica, del cinico interesse per­sonalistico di Amministratori Pubblici e dai falsi Operatori pseudo Anima­listi dipendenti delle ASL.La realtà che`viviamo da oltre venti anni avreb­be distrutto chiunque ma non noi, convinti fino alla morte che gli indifesi e i senza diritti reali vanno aiutati su ogni fronte, continuiamo nel nostro operato instancabilmente su tutto il territorio regionale , ogni gior­no salvare dalla morte un cane o un cucciolo è per noi motivo di orgoglio e soddisfazione morale. Pervhè, oggi JACO è stato ucciso, abbattuto dall'ASL AV2 Servizio Veterinario di Atripalda, Organo a cui la Legge Italiana riconoscono la facoltà di de­cidere sulla sorte di tutti gli animali esistenti. JACO era un cane di razza PIT-BUL incrocio CORSO, abbandonato un'estate di cinque anni fà sull'Autostrada Avellino/Salerno, una pattuglia della Polizia Stradale lo caricò in macchina e lo portò in canile, era impaurito e ferito, un enorme cane dagli occhi tristi, occhi di chi non trovavano nei volti che lo circondavano quello del suo amico del cuore. Lo curammo con affetto ed attenzione, reinfondendo nel suo animo la fiducia persa nell'essere umano, vista la sua mole preferimmo non introdurlo nel canile e con un filo di acciaio di oltre trenta metri teso fra due pali, una lunghissima catena con anelli di scorrimento, una cuccia enorme dove riparasi all'ombra di un ciliegio JACO ricomincià a vivere. Dopo qualche tempo un Signore affascinato dalla sua bellezza e maestosità lo prese in affidamento, JACO si trasferì in campagna in un'enorme recinto dove correre libero e amato da un nuovo padrone,questa nuova realtà non durà per molto, il nuovo padrone a seguito di un infarto fu costretto a non potersi occupare del suo amato amico ed i problemi di salute lo costrinsero a riportarlo in canile. Ricollocato nella primaria postazione JACO riprese la sua solita vita, rincorrendo i gatti, i ricci e chiunque transitava nella sua area. A dieci metri dal suo corridoio d'azione in quei giorni si insediò un labo­ratorio artigianale di una Comunità per la riabilitazione di ex tossicodi­pendenti, tutti giovani ragazzi che usciti dal mondo della droga lavoravano per l'intera giornata proprio difronte a JACO. Tra alcuni dei ragazzi e JACO nacque una bellissima amicizia, negli orari di spacco dopo la colazione lo coccolavano giocandoci insieme, le partite al pallone erano l'intrattenimento più amato da quel cane, ogni intervento di JACO presagiva un nuovo pallone da comprare fino a quando rassegnati i­ ragazzi ne comprarono alcuni di cuoio duro e resistenti per le mandibole di JACO.Questa nuova realtà per JACO è durata più di due anni, fino a quando fallito il progetto della Comunità i ragazzi vennero sfrattati, resi disoccupati e abbandonati sulla strada della vita, da allora JACO ha vissuto una solitudine ogni giorno più pesante , i nostri Volontari presenti nella struttura ogni giorno lo accudivano dandogli da mangiare, da bere, pulivano l'intera zona dalle erbacce ed escrementi, gli somministravano i farmaci prescritti da un Veterinario Privato che periodicamente visita i nostri cani,aveva tutte le attenzioni necessarie anche se la tristezza nei suoi occhi era ogni giorno più evidente. Negli ultimi tempi aveva aggredito e ucciso un paio di gatti randagi che tentavano di mangiare nella sua scodella sempre piena di crocchette e forse questo ha destato la preoccupazione di un vicino che, impaurito dal compor­tamento del cane di razza pericolosa ( grazie al Decreto del Ministro Sirchia), pur esistente in loco una recinzione in ferro che delimita la pro prietà del Signore dall'area adibita a rifugio, lo stesso ha manifestato più volte, presso gli Uffici Comunali, la richiesta di collocare quel cane più lontano dalla delimitazione per garantire l'incolumità dei bambini che giocavano nel giardino. Personalmente ho più volte sollecitato l'Addetto del Comune ad intervenire con propri operai per realizzare uno spazio adatto a quel tipo di cane an­che se JACO non ha mai aggredito l'uomo, ma i nostri appelli sono caduti nel vuoto.Preciso che, la struttura comunale risulta allo stato attuale inadeguata alla normativa vigente, manca di moltissimi accorgimenti necessari e vitali per gli animali ricoverati, accudiamo da oltre tre anni quattro cani rientranti nella categoria di cani pericolosi all'interno del ri­fugio, tre PIT-BUL e un DOGO ARGENTINO, con programmi di rieducazione, pur vivendo in isolamento, hanno un ottimo rapporto con i Volontari dell'Associazione e con i visitatori della struttura, per questi ospiti la nostra presenza ne garantisce l'esistenza ed una vita degna, se per qualsiasi motivo dovessimo rinunciare alla convenzione per la gestione del rifugio ciò segnerebbe la loro condanna a morte sicura. Le nostre migliori intenzioni e proposte all'Amministrazione Comunale non hanno sortito alcun riscontro, e mentre noi fiduciosi attendevamo un intervento risolutivo al problema questa mattina, senza nessun avviso o contatto informativo a noi animalisti un Veterinario dell'ASL con due Accalappiacani,il Responsabile del Comune e degli operai visto il lavoro pesante rappresentato dalla collocazione di due pali a terra con filo d'acciao e catena scorrevole in un'altra area del rifugio e lo spostamento di una cuccia di cemento hanno concordato, unilateralmente, che costava meno fatica infilare una spada di TANAX nel cuore di JACO. Nel giro di un'ora e trenta si è consumato un vero e proprio omicidio, hanno ucciso un cane abbandonato da un uomo 5 anni fa, aiutato disperatamente da noi Volontari dell'A.I.P.A. facendogli credere, illudendolo, che nell'uomo potesse ancora aver fiducia. Il tutto è avvenuto mentre affannosamente, presa coscienza della gravità di quanto stava accadendo, contattavo telefonicamente Forze dell'Ordine e numerose Sezioni Nazionali della Protezione Animali, solo la Lega Antivivisezione L.A.V. di Roma è riuscita ad intervenire nel momento in cui tutto era stato portato a termine con illegale sollecitudine rispetto ad un problema che se tale esisteva in quel luogo da oltre cinque anni. Qualsiasi cosa adesso accada sarà solo sterile polemica, analisi inutile delle responsabilità , denunce e pubblicazioni su quotidiani nazionali e locali che non ridaranno vita ad un animale tutelato dalla Legge e giustiziato ingiustamente da irresponsabili ed incompetenti Veterinari. Questa mia rabbia, reclusa da venti anni in un cuore ormai lacerato dalle ingiustizie perpetrate nei confronti degli animali, giunge a voi in questo periodo Pasquale in cui il perdono Cristiano dovrebbe placare gli animi umani e concedere la quieta coinvivenza civile fra tutti gli esseri viventi sulla terra, ma ciò continua a non accadere. Concludo questa mia denuncia all'EUROPA sperando che questa nuova grande Nazione imponga al nostro Stato il rispetto delle norme e regole Internazionali sulla Protezione degli animali, a Voi invio gli auguri Pasquali più vivi e sentiti auspicando una futura collaborazione/corrispondenza ed intesa.
 
Vi saluto cordialmente.
 

L'ARTICOLO 

e polemica per la morte di jaco

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